I 5 cibi killer da evitare per rimanere in salute

Ci sono cinque categorie di alimenti che consumiamo tantissimo e che spesso ignoriamo quanto facciano male. 

Fanno parte della nostra alimentazione quotidiana e sono iper consumati soprattutto dai bambini.

Un’abitudine dannosa quella di sommare questi alimenti che, se ripetuta nel tempo, crea una situazione di infiammazione latente che apre la porta a tutta una serie di disturbi.

La cosa migliore è conoscere questi cibi ed evitarli ad ogni costo, perché fanno ammalare, fanno ingrassare, indeboliscono il corpo e fanno invecchiare prima.

KILLER NUMERO 1: LO ZUCCHERO RAFFINATO

Lo zucchero è un killer letale perché fornisce esclusivamente calorie vuote ed è totalmente privo di sostanze nutritive.

Lo zucchero ruba i minerali al corpo

E’ un alimento completamente vuoto, innaturale e privo di una sua propria energia, che per essere metabolizzato dal nostro organismo, ha bisogno di attingere alle riserve di minerali e vitamine già presenti nel nostro corpo, indebolendoci.

Il corpo è fatto per stare in omeostasi, cioè in equilibrio. E sai come fa il tuo corpo per cercare di mantenere questo equilibrio e contrastare tutta l’acidità a cui è sottoposto ogni volta che si mangia zucchero? Semplice, va a prelevare dal tuo corpo i minerali più importanti.

Minerali come magnesio, potassio e calcio vengono catturati dalle ossa e dai denti per il trasporto e l’assimilazione di una sostanza completamente inutile come lo zucchero. Le carie dentarie sono dovute proprio all’eccessivo consumo di zucchero bianco e alla sottrazione del calcio dai denti per contrastarne l’acidità. Così come i problemi alle ossa e alle articolazioni.

Lo zucchero si trasforma in grasso da smaltire

Inizialmente lo zucchero è immagazzinato nel fegato sotto forma di glucosio, ma poiché la capacità del fegato è limitata, un consumo giornaliero di zucchero raffinato manderà in tilt il fegato.

Quando il fegato ha raggiunto la sua capacità massima di immagazzinamento, il glicogeno in eccesso ritorna al sangue sotto forma di acidi grassi. Questi si accumulano in ogni parte del corpo soprattutto nelle zone più inattive: pancia e fianchi soprattutto.

Lo zucchero danneggia il sistema nervoso e altera il funzionamento del cervello

Causa irritabilità  e forti sbalzi d’umore, comportamento aggressivo e ADHD.

Un momento si è euforici e sopra le righe, ci si sente deileoni in grado di portare avanti qualsiasi impresa e, dopo poco, si va giù spediti in picchiata, diventa all’improvviso tutto brutto e senza senso, ci si sente nervosi e arrabbiati e si innalzano di fronte a noi ostacoli insormontabili che non c’erano cinque minuti prima!

Infine si diventa svogliati, apatici, tutto perde di importanza.. questo fino alla prossima dose!

Proprio come stare sulle montagne russe, questo fa lo zucchero.

Lo zucchero causa dipendenza proprio come le droghe

Può avere effetti inebrianti simili a quelli dell’alcol e come il tabacco, attiva i recettori del gusto situati sulla lingua, che inviano un segnale al cervello, affinché esso attivi il circuito di ricompensa e liberi ormoni quali la dopamina. Lo zucchero assume quindi il controllo di centro di ricompensa. Droghe come eroina, nicotina e alcool causano un forte rilascio di dopamina, inducendo molte persone a cercare costantemente questa sensazione, diventando dipendenti. Lo zucchero provoca la stessa reazione in una quantità minore, ma abbastanza da condizionare il tipo di cibo che preferiamo mangiare.

SE VUOI CONOSCERE I 20 DANNI INSIDIOSI DELLO ZUCCHERO, LEGGI QUI

KILLER NUMERO DUE: LA FARINA BIANCA RAFFINATA

Per farina bianca raffinata si intende la farina che abitualmente è presente sulle nostre tavole sotto forma di pane, pasta e dolci.

Un prodotto raffinato industriale che non ha praticamente più niente di naturale è stato privato delle sue parti fondamentali: la crusca esterna e il germe interno.

Alla fine del processo di raffinazione, rimangono:

Più carboidrati e meno lipidi, proteine, fibre, sali minerali e vitamine.

Di conseguenza, la farina bianca può essere considerata un alimento ricco di “calorie vuote”, con un alto contenuto di carboidrati, senza fornire quantità rilevanti di micronutrienti.

Una dieta basata principalmente su questo prodotto è la causa principale di infiammazione, malassorbimento, stitichezza, impoverimento energetico, e tante altre malattie croniche.

Fino a cinquanta/sessant’anni fa, il cereale veniva consumato integro, solo dopo è stato scoperto il pane bianco, simbolo di un avanzamento economico e tecnologico che non tiene conto della salute degli esseri umani.

Oltre a questo, il frumento è stato vittima di profonde trasformazioni genetiche sia in Italia che nel mondo. Attraverso la ricerca si è geneticamente cambiata la natura del cereale, che doveva essere resistente agli agenti esterni, crescere velocemente e aumentare la produzione.

Sono nate addirittura delle farine arricchite di nutrienti sintetici proprio per sopperire alla loro mancanza dovuta alla raffinazione, che assurdità! 

Le grandi industrie di raffinazione hanno iniziato ad aggiungere vitamine e minerali inorganici, pensando così di compensare le preziose sostanze e le fibre che si trovano nella crusca e nel germe con risultati molto scadenti.

Cosa causa il consumo di farina bianca nel nostro organismo:

Il consumo di farina bianca porta a un rapido picco di zuccheri nel sangue e dei livelli di insulina.

Ma non solo: la farina mescolata a i liquidi, ad una temperatura interna di circa 40 gradi, si trasforma in colla. Questa colla si attacca su tutta la superficie intestinale, posandosi sulla mucosa e incollando letteralmente i villi alla parete intestinale. 

I villi così non possono fare più il loro lavoro di assimilazione e trasformazione dei nutrienti. Si cre quindi un malassorbimento delle sostanze. Inoltre questa colla riduce lo spessore della mucosa intestinale, che è una parete vera e propria di divisione tra ciò che viene introdotto all’interno dell’intestino e il resto dell’organismo, in particolare il sangue. 

Riducendosi la mucosa, si formano dei buchi nell’intestino ( sindrome di leaky gut – intestino permeabile ) che favoriscono il passaggio di sostanze indigerite nel circolo sanguigno, e scatenando i disturbi più dannosi, come infezioni, allergie, malattie autoimmuni.

Altri disturbi causati dal consumo continuativo di farine bianche raffinate:

  • Diabete – aumento dell’insulina – ipoglicemia
  • Acidità del corpo, che è la causa primaria di tutte le malattie
  • Disturbi della tiroide, alterazioni ormonali
  • Alterazioni del metabolismo, con conseguente aumento di peso
  • Aumento di infezioni, perché crea terreno fertile per i batteri nocivi
  • Abbassamento delle difese immunitarie, perché riduce la presenza di batteri buoni
  • Presenza di candidosi ( un fungo che adora il cibo bianco come farina, zucchero, latticini )
  • Causa di aumento di grasso nel fegato
  • Ritenzione idrica e cellulite

KILLER NUMERO TRE: LATTE E LATTICINI INDUSTRIALI

Il latte e i suoi derivati maggiormente consumati dall’uomo moderno è quello di mucca pastorizzato.Addirittura quello che si consuma normalmente sono anche i sottoprodotti: latte in polvere, pseudo formaggini filanti industriali, yogurt dai colori sgargianti, e il problema è questo tipo di prodotti sono destinati maggiormente ai bambini.

Di per sè il latte è già complesso nella sua digestione, a causa dei disturbi che può causare se si ha una scarsa intolleranza al lattosio ( lo zucchero del latte) o alla caseina ( la maggiore proteina del latte).

Per digerire le macromolecole del latte (e il suo zucchero: il lattosio) abbiamo bisogno di un enzima, chiamato lattasi, che inizia a ridursi nel corpo umano già dai due anni d’età fino all’adolescenza, fin quasi a scomparire nell’età adulta.

Ecco perché per la maggior parte delle persone è difficilissimo digerire adeguatamente il latte a causa della carenza di questo enzima.

Altre persone hanno anche problemi a digerire la caseina- Un eccesso di caseina non correttamente digerita può portare ad aumento del catarro, otiti croniche, congestioni nasali, acne, eczema, e una varietà di malattie autoimmuni.

Il latte aumenta la produzione di muco nell’apparato digerente. Anche i villi intestinali, se ricoperti di muco, non riescono nella loro preziosa funzione di assorbimento di nutrienti, prime tra tutte alcune vitamine e minerali.

Se sei una persona che non tollera il lattosio, e sei un gran consumatore di prodotti industriali, dovresti rivederne il loro consumo. Se ti ritrovi continuamente in preda al raffreddore, naso che cola, catarro e difficoltà respiratorie di vario genere, una delle probabili cause è l’eccessivo consumo di latte e suoi derivati, soprattutto alcuni.

Il latte non favorisce la produzione di muco solo da parte delle ghiandole dell’apparato digerente, ma anche di quelle situate nelle alte vie respiratorie, favorendo l’insorgere di altri problemi come l’asma.

Il latte può essere la principale causa di infezioni all’orecchio ricorrenti nei bambini piccoli.

E per le donne, il latte potrebbe essere responsabile anche di un eccesso di muco vaginale.

Inoltre, il latte è un altro dei cibi preferiti dalla candida.

Probabilmente anche tu sei convinto che il latte sia un’importante fonte di calcio e presidio per la salute delle nostre ossa, perché è questo che viene insegnato, in realtà bisognerebbe specificare che quello che consumiamo oggigiorno non è il latte che consumavamo in passato.

Un latte comunque sempre più impoverito dai metodi industriali di pastorizzazione, omogeneizzazione e conservazioni, lo rendono un alimento le cui principali caratteristiche nutrizionali, che in origine possono essere state benefiche, scompaiono totalmente.

La nutrizione delle mucche è totalmente sbagliata, ricca di mangimi industriali i cui effetti pro infiammatori si trasferiscono poi nel latte.

Questo latte della grande industria si trasforma in latticini, che sono grandi acidificanti del corpo, per cui anziché fornire sali minerali possono sottrarli all’organismo.

Senza tralasciare il fatto che le polveri del latte e il lattosio compongono grandissima parte dei cibi raffinati che troviamo in commercio, sia derivati della panificazione, pasticceria, salse, intingoli, creme. Che l’uomo moderno consuma continuamente e giornalmente senza neanche rendersene conto.

È la migliore fonte di calcio?

Il latte di mucca è ricco di fosforo che può combinarsi con il calcio e impedire l’assorbimento di questo minerale di cui il latte è ricco. 

Le proteine ​​del latte, inoltre, accelerano l’eliminazione del calcio dal sangue attraverso i reni.

In realtà quantità eccessive di prodotti lattiero-caseari interferiscono con l’assorbimento del calcio, poiché provocano un eccesso di acidosi, per sopperire alla quale, il nostro corpo deve riversare nei suoi fluidi un enorme quantitativo di minerali e quindi anche di calcio. 

Questo calcio viene sottratto principalmente da ossa e muscoli. Ed ecco allora presentarsi problemi di osteoporosi, artrosi, crampi muscolari.

Uno studio pubblicato dal British Medicine Journal, ha rilevato il legame tra il consumo di latte e un aumento delle fratture ossee nelle donne, a causa della presenza di D-galattosio, uno zucchero che influenza il processo di ossidazione e infiammazione delle cellule.

Le sostanze contenute nel latte che causano infiammazione nel corpo sono la caseina e il lattosio. Qui c’è proprio l’incapacità o difficoltà dell’organismo a digerire il lattosio con il manifestarsi di problemi gastrointestinali come gonfiore, crampi, diarrea e gas, dopo aver bevuto latte o consumato prodotti che lo contengono. È la beta caseina di tipo A1 (presente nei lattiero caseari della grande distribuzione) ad essere dannosa per l’organismo.

Va detto che questi problemi sopra elencati sono riferiti al consumo di latte e formaggi industriali, pastorizzati, omogeneizzati, arricchiti delle sostanze più improbabili. E che appartengono a razze di mucche più moderne, cresciute in fretta e ricche di ormoni.

Mucche e mutazioni genetiche

he hanno questa beta-caseina mutata

Le mucche A1, razze storicamente più recenti come quelle Holstein e Friesian, quelle europee, sono le mucche impiegate nell’industria del latte, queste mucche producono la tanto famigerata Beta caseina A1.

Razze relativamente nuove, andate incontro ad una mutazione genetica alcune migliaia di anni fa, che producono il latte contenente beta caseina A1. Il latte maggiormente commercializzato qui in Europa.

Durante la digestione del latte A1 (quello appunto contenente beta caseina A1), viene rilasciata una porzione di proteina (BCM 7), che ha effetti negativi devastanti trattandosi di un fortissimo oppiaceo o narcotico oltre che di un ossidante.

Dopo aver esaminato varie ricerche, è stato stabilito che la proteina beta-casomorfina 7 è associata all’intolleranza al latte e a varie malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1, che compare di solito durante l’infanzia o la pubertà.

È noto, infatti, che il latte europeo, contenente appunto la β-caseina A1, stimola la produzione di muco da parte delle cellule intestinali.

Se vuoi consumare latte e formaggi, allora rivolgiti ad altri tipi di prodotti. Vale a dire latte crudo, di tipo A2, proveniente da mucche di varietà antiche o da capra e pecora, riducendone comunque il consumo.

Capre, pecore, bufali, cammelli, asini, mucche di razze “antiche” ed esseri umani producono beta caseina A2. Queste mucche sono le Guernsey, Jersey, asiatiche e africane.

Considerali come cibi da concederti ogni tanto, e non su base quotidiana.

Oppure ancora potresti consumare formaggi da latte crudo fermentati e poveri di lattosio, come il Parmigiano Reggiano maturato 36 mesi o il quark. Meglio stare lontani da tutti quei pseudo formaggi che in realtà sono un assembramento di prodotti chimici e vengono altamente trasformati, come le sottilette, i formaggi spalmabili, le mozzarelle, robiole e stracchini industriali.

Un latte ricco di ormoni

La maggior parte delle mucche da allevamento sono nutrite con farina di soia arricchita di proteine e ormoni della crescita per aumentare la produzione di latte.

Un animale allevato intensivamente che viene nutrito con cibi non adeguati sarà malato e infiammato e il suo latte provocherà in noi infiammazione quando lo berremo. L’allevamento intensivo prevede l’uso di mangimi di pessima qualità che contengono farmaci (antibiotici, antimicotici, ormoni, stimolatori di crescita) che si trasferiscono nei cibi da essi derivati.

Pastorizzazione e omogenizzazione

Il latte è quasi tutto pastorizzato con un processo che lo espone ad alte temperature che:

  1. denatura le proteine del latte, rendendole meno utilizzabili e anche dannose per il corpo umano.
  2. Distrugge gli enzimi, come i fosfatasi, che servono ad assorbire il calcio
  3. Abbatte la quota di vitamine B12, B6 e C
  4. Danneggia i batteri della flora simbionte

Oltre alla pastorizzazione, un altro trattamento dannoso che viene fatto al latte è l’omogeneizzazione, la cosa peggiore che può essere fatta al latte.

Si tratta di un processo con cui il latte viene spinto a pressioni elevatissime, nel quale le cellule di grasso diventano più piccole almeno di dieci volte. Queste molecole di grasso si spargono uniformemente per tutto il liquido.

Quando è omogeneizzato, il latte rilascia i suoi ormoni molto più velocemente, e sfugge ai normali processi digestivi, fornendo al corpo umano un eccesso di ormoni proteici.

Niente formaggi allora?

Come scritto sopra, se vogliamo consumare occasionalmente formaggi, allora bisogna preferire quelli più digeribili, come i formaggi fermentati da latte crudo; il Parmigiano Reggiano ne è un esempio. Preparato secondo un rigido Disciplinare, ha grosse peculiarità che lo rendono un buon alimento.

L’alimentazione delle mucche, a erba e fieno, la qualità delle mucche stesse (razze antiche che sviluppano una particolare beta-caseina), una lunga fermentazione batterica che alla fine del processo di produzione regala un formaggio senza lattosio nè caseina. Oppure ancora preferire i formaggi da latte crudo di capra, molto più digeribili e adatti all’alimentazione umana.

KILLER NUMERO QUATTRO: GRASSI TRANS E OLI RAFFINATI

I grassi trans sono quelli che hanno subito una trasformazione chimica artificiale.

Per avere un grasso trans si aggiunge dell’idrogeno ad un olio vegetale per renderlo più solido. Nel processo vengono anche utilizzati dei metalli, come il nichel, che fungono da catalizzatori.

I vantaggi a livello industriale sono notevoli. E’ possibile in questo modo ottenere grasso vegetale solido a basso costo, molto più pratico da usare dei classici oli vegetali, che tra l’altro irrancidiscono facilmente.

I grassi trans si formano anche con il processo di raffinazione degli oli vegetali

Il processo di raffinazione è utilizzato per ottenere tutti gli oli di semi non spremuti a freddo e l’olio d’oliva non extra vergine.

L’olio viene estratto con l’utilizzo di solventi chimici, che vengono poi eliminati per distillazione. Esso viene successivamente reso commestibile con l’utilizzo di sostanze alcaline che ne abbassano l’acidità, riportandola a valori accettabili.

Questo processo produce una piccola quantità di acidi grassi insaturi di tipo trans, circa il 5% rispetto al quantitativo totale di grassi (quindi in una bottiglia di olio di semi da un litro ci sono circa 50 grammi di grassi trans, in un cucchiaio circa mezzo grammo).

L’essere umano non è proprio in grado di digerire questo tipo i grassi, semplicemente perché non ha la struttura di enzimi necessari per gestirli.

A causa della NON digestione da parte del nostro organismo questi veleni vengono accumulati nei tessuti, portando problemi all’organismo, anche molto gravi.

In natura non esistono i grassi trans, tranne che in alcune carni di grossi ruminanti ed in particolari prodotti caseari, ma che comunque sono presenti in quantità minima.

Ecco un elenco di problemi che possono portare:

  • Obesità e grasso addominale
  • Malattie del sistema cardiovascolare
  • Aumento del colesterolo cattivo (LDL)
  • Problemi di fegato, steatosi
  • Squilibri ormonali sia nella donna che nell’uomo
  • Aumento del rischio di cancro alla prostata e alla mammella
  • Produzione esagerata di radicali liberi
  • Sviluppo di malattie cognitive e dell’Alzheimer
  • Aumento del rischio d’infarto
  • Incremento del rischio di diabete di tipo 2

Dove si trovano?

E’ difficile trovare esattamente la dicitura “grassi trans” in etichetta, ma troverai sempre la scritta “ grassi idrogenati”.

Quindi stai alla larga da questi oli e grassi e i prodotti che li contengono:

  • oli e grassi vegetali idrogenati
  • oli e grassi vegetali parzialmente idrogenati
  • margarina.
  • Prodotti da forno confezionati: focacce, brioche, crostate, torte, biscotti, patatine in busta.
  • Gelati industriali e non naturali:  Ormai quasi tutte le gelaterie usano preparati già pronti  che contengono grassi trans, che servono per far sciogliere il gelato più lentamente.

KILLER NUMERO CINQUE: INSACCATI

Le carni conservate e gli insaccati contengono un’infinità di conservanti dannosi che sviluppano tossine: sodio, nitriti, nitrati, solfati. 

La stessa materia prima usata spesso è scadente e proviene da animali allevati industrialmente, e nutriti con pesticidi e ormoni, per ridurne le malattie e farli crescere velocemente. 

Questi fattori uniti ai prodotti usati per la conservazione rendono questi alimenti estremamente pericolosi per la salute, che possono rivelarsi dannosi per il cuore, la circolazione arteriosa, produrre problemi di acidi urici e gotta, e putrefazioni intestinali.

In dosi eccessive essi possono provocare un aumento di colesterolo, dei livelli di insulina nel sangue e l’infiammazione del tratto intestinale, aumentando il rischio di certe patologie, tra cui i tumori, in particolare quelli del colon-retto.

Tossicità dei nitriti e dei nitrati

I nitriti in ambiente acido (soprattutto nello stomaco) si trasformano in acido nitroso il quale legandosi alle ammine può dare origine alle nitrosammine, composti dalla dimostrata pericolosità e tossicità.

Inoltre i nitriti si legano all’emoglobina ossidandola a metaemoglobina, riducendo quindi il trasporto di ossigeno ai tessuti. 

I nitrati di per sè sono innocui, ma tendono a trasformarsi in nitriti ad opera della flora batterica presente nella saliva, per poi ritornare nello stomaco. 

Con uno studio pubblicato su Lancet Oncology, l’AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro), ha decretato che le carni processate (come salumi, salsicce e wurstel) sono cancerogene per l’uomo.

Secondo l’AIRC il consumo di insaccati con conservanti è una delle cause accertate di cancro allo stomaco. Infatti nello stomaco si trova un ambiente acido molto favorevole alla formazione delle sopra citate nitrosammine.

La tossicità delle carni insaccate e processate coinvolge tutto l’organismo: la linfa, il sangue, l’intestino. Può portare a malattie metaboliche importanti, elevati acidi urici, gotta, problemi cardiocircolatori, infiammazioni intestinali.

Sono assolutamente da preferire le carni fresche di animali allevati al pascolo, saltuariamente carni rosse, da preferire carni bianche e selvaggina.

CONCLUSIONI

In questo articolo hai appreso quali sono i cibi killer di evitare per stare bene, perché sono dannosi per l’organismo. Adesso puoi resettare la tua alimentazione, sostituendo questi cibi con delle alternative salutari e benefiche per l’organismo.

Lo zucchero lo sostituisci con:

Le farine raffinate le sostituisci con:

Latte e latticini industriali li sostituisci con:

  • latte di cocco
  • latte di mandorla

Puoi continuare a consumare con moderazione e attenzione, formaggi di capra o pecora da latte crudo come parmigiano reggiano 36 mesi, formaggi di malga, quark bio, kefir.

Per l’assimilazione di calcio, consuma:

verdure a foglia verde, pesce azzurro, erbe e spezie da cucina.

Gli insaccati li sostituisci con:

Carni fresche da animali cresciuti al pascolo ed alimentati ad erba, pollame cresciuto libero, selvaggina. Molluschi e crostacei.

Grassi trans e oli raffinati li sostituisci con:

Ghee

Burro di cocco

Olio di semi di lino tenuto in frigo

Burro da alpeggio o biologico

Olio extravergine di oliva

Sego di manzo

Maria Teresa Ficchì

Maria Teresa Ficchì

Naturopata, nutrizionista & Health Coach, fondatrice del metodo EnergyDetox. Amo prendermi cura degli altri e aiutarli a stare bene con i metodi naturali, portandoli alla versione migliore di se stessi.

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