Il riequilibrio del fegato attraverso la sana alimentazione e le terapie naturali

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In natura troviamo molti vegetali adatti al fegato

Carciofi che aiutano a purificare il fegato
Carciofo – stimola la produzione della bile, ne facilita la secrezione nell’intestino, ha attività blandamente diuretica. La qualità delle sue fibre idrosolubili fa sì che favorisca la flora intestinale e diminuisca il tasso di colesterolo LDL.

Rafano nero – apprezzato da secoli per la sua notevole azione nelle insufficienze epatiche accompagnate o no da calcoli biliari. È una stimolante della cellula epatica, aperitivo e digestivo, ricco in vitamine e sali minerali, il suo sciroppo è un ottimo ricostituente per bambini affaticati.

Cardo mariano – grazie alla silimarina, ha un’azione stimolante sulla secrezione biliare. E’ un grande epatoprotettore e i suoi principi amari, più potenti di quelli del carciofo, sono fortemente coleretici (aiutano cioè il fegato a produrre bile) e colagoghi (aiutano la cistifellea a espellere bile).
Cicoria o radicchio – a grandi linee le cicorie si suddividono in verdi da taglio e rosse. Hanno tutte un gusto amarognolo se non addirittura amaro, dato da un glucoside (la cicorina). Dal punto di vista nutrizionale è il radicchio a rivelarsi il più valido. E’ infatti una pianta depurativa e lievemente lassativa, il cui grosso pregio è la ricchezza di ferro.
Acetosa – credo che il potere depurativo e rimineralizzante delle piante selvatiche sia enormemente maggiore di quelle coltivate al di là dell’assoluta assenza di pesticidi; e infatti la scienza dice che il tarassaco ha molte più vitamine della cicoria coltivata che da esso deriva. E quindi nell’elenco ci metto: ortica, cardi, cespigni, cicerbite, ma soprattutto l’acetosa. Cruda ha un sapore acidulo eccezionale, cotta rende stuzzicante il sapore delle minestre. È depurativa, diuretica, con forte potere mineralizzante. È utile nella cura di molte patologie del fegato, per l’acne e la stipsi.

Indivia – se è riccia è indivia tout-court, se è liscia è detta scarola. Si caratterizza in entrambi i casi per il gusto amarognolo. L’indivia vanta un elevato contenuto di calcio (93 mg/100 gr) e di potassio (290 mg); si difende bene anche in campo vitaminico, con 213 mg di vitamina A e 25 di vitamina C.

Sedano e sedano rapa – sono commestibili le coste, le foglie e i semi. Il tipo verde è da preferire a quello bianco perchè contiene più nutrienti, specie la vitamina A. E’ ricco di potassio, le foglie sono anche ricche di vitamina C, A, ferro, calcio. Il sedano rapa ha il doppio delle proteine del sedano a coste. I semi sono molto ricchi di proteine, grassi insaturi, fibre, calcio, magnesio, fosforo, potassio, ferro e zinco.

Lattuga – ricca di vitamina K, fondamentale per la salute delle ossa, e clorofilla, il pigmento verde delle piante, che stimola la produzione di emoglobina e di globuli rossi, dà sollievo ai flussi mestruali troppo abbondanti, ha effetti antiossidanti. Più è verde, più aumenta il contenuto di nutrienti.

Ravanello rosso – costituito da magnesio, zolfo, iodio, rafanolo, è un ottimo aperitivo che favorisce il drenaggio epatico e renale. Ottimo contro epatismo e ittero. Può essere consumato crudo insieme alle sue foglie, ricche di numerosi elementi utili.

Cavolo – il succo contenuto nelle sue diverse varietà è composto da resine, estratti gommosi, solfato e nitrito di calcio, ferro, ossido di magnesio, zolfo, cloro, fosforo, magnesio e zinco. Le foglie di cavolo hanno un’azione revulsiva, decongestionante. Per il fegato si può intervenire in caso di congestioni, infiammazioni e ristagni, applicando localmente foglie di cavolo alternate a frizioni con l’olio d’oliva e rinnovando le applicazioni fino al miglioramento.

I succhi vegetali

I succhi di frutta e ortaggi sono preziosi, soprattutto se estratti al momento dell’uso.

Gli zuccheri direttamente assimilabili, lipidi, protidi, vitamine, mucillagini, li rendono molto efficaci.

Ecco i più efficaci per il fegato:

  • ananas – diuretico e disintossicante
  • limone – depurativo di ogni organo e viscere, antisettico, diuretico
  • mirtillo – scioglie gli acidi urici
  • pompelmo – potente stimolante epatico e purificatore della cistifellea
  • ribes nero – ha un’azione stimolatrice sul fegato
  • carota – indicato per affezioni epato-biliari, andrebbe consumato spesso, in un cocktail altamente benefico con succo di sedano e limone
  • crescione – depuratore epatico e renale grazie a un’essenza solforata e ai suoi sali minerali e vitamine
  • carciofo – aggiunto ad altri succhi, è adatto per un’azione epatica più forte in casi di eccesso di urea o di colesterolo nel sangue. Un mix efficace è: carciofo, cerfoglio (diuretico), cicoria (depurativa), dragoncello (antisettico), prezzemolo ( stimolante della circolazione).
  • tarassaco – aggiunto ad altri per insufficienza biliare e colesterolo in eccesso
  • rabarbaro – per le sue proprietà benefiche al fegato, come succo di rapa e ravanello
  • sedano – si preferirà il succo di sedano “a gambi”, ma il sedano rapa ha proprietà analoghe. Purificatore epatico e renale, anti gottoso, depurativo.

Alcune ricette

Succo di erbe amaro e aperitivo

erba angelica (gambi verdi) 1 pugno

Fumaria 2 grossi pugni

viola del pensiero selvatica 2 grossi pugni

cicoria 2 grossi pugni

tarassaco 2 grossi pugni

Succo di erbe rinfrescante

tarassaco 1 pugno

acetosa 1 pugno

bietola 1 pugno

lattuga 1 pugno

scorzonera 1 pugno

Succo di rafano e limone

mezzo di bicchiere di succo di limone, un cucchiaio di centrifugato di rafano

fresco. Bere al mattino a digiuno stemperato in poca acqua calda.

Olio di oliva e succo di limone

mescolare tre cucchiai di succo di limone e due di olio di olive: bere al mattino a digiuno.

Decotto di uva ursina e rosmarino

in 200 grammi di acqua bollire per 3 minuti 20 grammi di foglie di uva ursina e

10 grammi di rosmarino. Berne due tazze al giorno lontano dai pasti.

Decotto di cardo santo, foglie di carciofo, fiori di rosmarino

in un litro d’acqua bollire per 10 minuti 10 grammi di semi di cardo, 20 grammi di foglie secche di carciofo, 10 grammi di fiori di rosmarino. Bere nella giornata.

Decotto di romice, acacia, ribes

in un litro d’acqua far bollire per 8 minuti 10 grammi di radice di romice, 20 grammi di foglie di ribes, 20 grammi di foglie di acacia. Bere nella giornata.

Decotto di cardo santo, foglie di carciofo, radici di tarassaco

Potente aiuto per il drenaggio di un fegato ingrossato, si bollono 30 grammi di foglie di carciofo, 20 grammi di cardo e 20 di tarassaco. Bere nella giornata.

Aloe Vera

L’aloe si è rivelato uno dei migliori alleati nella disintossicazione del fegato e nella riparazione dei danni cellulari.

Ha proprietà antibiotiche, antibatteriche, antinfiammatorie, antimicotiche, antisettiche, antitumorali, purificanti.

Ha ottenuto ampio riconoscimento per la vasta presenza nel suo ricco gel, di zuccheri complessi, polisaccaridi o glucomannani,che, riuscendo a rivestire interamente le pareti del tratto digerente, svolgono un effetto gastroprotettore e lenitivo.

All’interno dei suoi 200 componenti attivi, se ne annoverano molti che agiscono a livello diretto sul fegato.

Ad esempio la notevole presenza di vitamine e acidi grassi del succo di aloe hanno notevoli influssi sulla gestione ed il controllo del rapporto colesterolo HDL/LDL.

Infatti le vitamine A, C ed E, tutte liposolubili, lavorando insieme al fosfolipide Colina, favoriscono il metabolismo ed eliminazione dei grassi.

Secondo recenti ricerche mediche la presenza della colina, sarebbe in grado di curare alcuni casi di epatite di tipo A,B,C.

Si è notato come l’uso continuativo di Aloe determina nelle cellule epatiche un miglioramento nella loro funzionalità. L’acemannano attiva il sistema immunitario, rinforzando il potere fagocitante delle cellule killer T e Be assieme alle vitamine liposolubili, quali A, C ed E con l’acido folico, ripristina velocemente la cellula epatica e toglie l’infiammazione.

L’aloe si rivela inoltre utilissimo nelle steatosi epatiche (fegato carico di grassi).

Infatti gli enzimi lipasi, proteasi e transaminasi supportano le funzioni di questo organo, attraverso l’ausilio dei fosfolipidi colina e inositolo contenuti nell’aloe.

Tra gli amminoacidi che lavorano direttamente sul fegato, l’aloe contiene:

  • Treonina – questo aminoacido è lipotropo, ossia previene eccessivi accumuli di grasso nel fegato metabolizzando le complesse catene lipidiche e favorendone l’espulsione dal sistema urinario.
  • Arginina – tra le sue numerose azioni è dotato di attività disintossicanti e protettive del fegato. E’ stato somministrato a persone con epatopatia diffusa insieme all’ornitina, ottenendo risultati eccellenti.

I minerali più interessanti nel gel di aloe per ciò che riguarda il fegato sono:

  • magnesio: aumenta la secrezione biliare
  • manganese: attivo nel metabolismo di zuccheri e grassi, con forte potere antiossidante
  • zolfo: desensibilizzante, detossinante epatico.
  • zinco: regola il metabolismo dei lipidi nel fegato
  • cobalto: parte integrante della Vit. B12, si immagazzina nel fegato e funge da utilissimo vasodilatatore arterioso.

Rimedi erboristici

Rosmarino

(Rosmarinus officinalis)

Pianta onnipresente sulle coste italiane e spero anche in tutti i giardini e gli orti delle nostre case, è un ottimo stimolante della cistifellea.

Da secoli usato nella farmacopea tradizionale, il rosmarino è un ottimo stimolante della cistifellea, ma anche un grande disinfettante delle vie intestinali; utile dunque in tutte quelle infezioni e parassitosi del tratto gastroenterico.

È ricco di pinene, borneolo, cineolo, canfora, tutti principi altamente disinfettanti e antibatterici utili nelle infezioni intestinali ma anche nelle cistiti ed eccezionale nelle patologie epatiche. È indicato inoltre nel reflusso esofageo, quando cioè si verifica un passaggio di succo gastrico acido, o anche di bile, nell’esofago.

Si usa in decotto, infuso, tintura madre, estratto secco.

Tarassaco

(Taraxacum officinale) (piscialletto) o dente di leone o soffione.

In primavera, quando maggiore è il bisogno di depurazione, ecco che i prati si coprono con le belle foglie dentellate del tarassaco, pianta amica del fegato e del sistema circolatorio.

Usare il tarassaco vuol dire innanzitutto alimentarsi in maniera intelligente: le sue zuppe e le sue insalata sono portentose.

Ma è dal punto di vista terapeutico che fa i miracoli: ha infatti proprietà diuretiche, depurative, coleretiche, colagoghe, rimineralizzanti, rivitaminizzanti, utile per gli ipertesi e per chi soffre di alitosi o stipsi.

Per le sue qualità di diuretico e di attivatore metabolico trova impiego nelle cure contro sovrappeso e cellulite. I suoi principi attivi hanno un’azione di protezione dai radicali liberi, antinfiammatoria, analgesica. E’ utile nei disturbi della cistifellea e nella litiasi biliare, come drenante e depurativo epato-renale.

Il dente di leone o tarassaco è utile anche per combattere cefalee, ipercolesterolemia, artrosi e artrite: Come per l’aloe, io parlerei di questa erba selvatica come “pianta delle meraviglie”.

Un solo esempio: il contenuto di vitamina A e C è il doppio della cultivar che da esso deriva, cioè la cicoria coltivata.

Se raccogliamo da noi le foglie di tarassaco, scegliamo luoghi non inquinati. I fiori ancora in boccio e messi sottaceto si possono utilizzare come i capperi. La radice, impiegata per liquori e aperitivi e decotti, oppure torrefatta come surrogato del caffè.

Le foglie tenere in insalate, quelle più dure cotte al vapore.

Fumaria

(fumaria officinalis)

Rinomata come pianta che assicura la longevità a chi la usa con costanza, la fumaria aiuta a risolvere una congestione epatica, diminuisce la viscosità del sangue, stimola la secrezione biliare, mantiene elastica la parete arteriosa. E’ utile in tutte le cefalee che si manifestano in relazione a un ingorgo epatico e biliare. Le persone corpulente ne trarranno un gran beneficio poiché in uso sufficientemente prolungato, accentua la magrezza. Talvolta le sono state attribuite proprietà in antitesi tra loro: Infatti i suoi principi attivi, in particolare gli alcaloidi, invertono la loro attività in relazione al dosaggio e alla durata del trattamento.

Boldo

(peumus boldus)

Le foglie del boldo sono da sempre utilizzate come rimedio popolare per i disturbi epatici. Arbusto sempreverde originario del Cile che contiene un olio volatile capace di distruggere i parassiti intestinali e alcaloidi che stimolano il fegato. E’ un’erba amara, aromatica, che migliora l’attività di fegato e cistifellea. E’ inoltre vermifuga, diuretica e agisce come antisettico delle vie urinarie. In passato veniva usato come sostituto del chinino, poiché stimola la secrezione della bilee la rende più fluida.

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Concludo sottolineando quanto la depurazione del fegato sia importante poiché un organo sano si traduce in un organismo sano. Essendo un così importante centro metabolico, un incrocio vitale per molte funzioni organiche, mantenerlo depurato apporterà numerosi benefici all’organismo. Non bisogna inoltre ricordarsi del fegato solo a primavera, al contrario mantenere un’elevata soglia di attenzione in maniera costante, ci permetterà di godere di buona salute senza dover ricorrere a massicce depurazioni dell’ultimo minuto per sistemare una situazione ormai critica. Piccole ma continue attenzioni si tradurranno in un eterno riconoscimento da parte del fegato e di tutte le funzioni a lui correlate.

Maria Teresa Ficchì

Maria Teresa Ficchì

Naturopata, nutrizionista & Health Coach, fondatrice del metodo EnergyDetox. Amo prendermi cura degli altri e aiutarli a stare bene con i metodi naturali, portandoli alla versione migliore di se stessi.

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