Pancia gonfia: cause e soluzioni

Perché ho la pancia gonfia?

Il gonfiore addominale è uno dei disturbi più comuni dell’era moderna presente in uomini e donne.

Sembra proprio a volte di aver un palloncino con cui andare a spasso nostro malgrado.

Al mattino sembra andare un po’ meglio ma col trascorrere del giorno, i sintomi peggiorano, soprattutto dopo pranzo dove il gonfiore raggiunge il suo massimo, sparendo poi durante la notte.

Infatti molti riferiscono di svegliarsi al mattino con la pancia piatta.

Al gonfiore possono associarsi:

  • tensione addominale
  • crampi
  • borborigmi
  • dolore

Gonfiore addominale e distensione addominale però non sono la stessa cosa, in quanto il primo si esprime con una sensazione di aumento della pressione verso l’interno ed è un fenomeno transitorio, dovuto ad esempio all’aria che ingeriamo mentre mangiamo, all’indigestione delle proteine, ad un’alterazione del microbiota, all’assunzione contemporanea di troppi cibi di differente origine.

Il secondo avviene quando c’è un vero e proprio aumento cella circonferenza addominale. E mentre il gonfiore può essere dato da un’iperattività e ipersensibilità intestinale, la distensione parla proprio di un intestino più pigro e lento, con scarsa peristalsi.

Cause del gonfiore

Il gonfiore addominale può essere causato da un intestino fortemente irritato, con sindrome da IBS o leaky gut. Questo tipo di intestino è sofferente di disturbi che possono andare dalla colite, stipsi e diarrea, morbo di Crohn, fermentazione data da una crescita eccessiva di batteri patogeni al suo interno, che a sua volta può derivare da un malassorbimento di alcuni alimenti come i FODMAPs.

Spesso questi assorbimenti incompleti di carboidrati e fibre migrano dall’intestino tenue al colon, producendo la suddetta fermentazione, e ciò si traduce in gas e gonfiore.

Altre cause di gonfiore possono essere date da:

  • Problemi di fegato e cistifellea.
  • Cisti ovariche.
  • Eccessivo consumo di sodio e bere poca acqua, che causa ritenzione e stitichezza.
  • Errori nel modo di respirare, nei soggetti ansiosi e sensibili.
  • Un agente patogeno nell’intestino, un parassita, un lievito, un batterio, un fungo, una muffa o un virus.
  • Uno squilibrio tra i batteri buoni e quelli cattivi dell’intestino.
  • I batteri buoni sono localizzati nei punti sbagliati dell’intestino (SIBO).
  • Un metallo pesante o un’altra tossina, come il glifosato, che si è depositato nei tessuti dell’intestino creando un’infiammazione cronica.
  • Una carenza di enzimi o di acido cloridrico.
  • Una sovrapproduzione di enzimi o di acido cloridrico.
  • Un problema di produzione insufficiente di bile o di produzione eccessiva di bile o di gocciolamento continuo di bile a causa di un intervento di rimozione della cistifellea.
  • Squilibri ormonali, ad esempio una sovrapproduzione di cortisolo può ridurre l’afflusso di sangue all’intestino, creando infiammazione ed eventualmente gonfiore.
  • Sensibilità o allergia alimentare.
  • Qualche altro problema psicologico o psicosomatico.

Il gonfiore addominale è uno dei disturbi più comuni dell’era moderna presente in uomini e donne.

Sembra proprio a volte di avere un palloncino con cui andare a spasso nostro malgrado.

Al mattino sembra andare un po’ meglio ma col trascorrere del giorno, i sintomi peggiorano, soprattutto dopo pranzo dove il gonfiore raggiunge il suo massimo, sparendo poi durante la notte.

Infatti molti riferiscono di svegliarsi al mattino con la pancia piatta.

Soluzioni possibili:

  • Cambiare radicalmente abitudini, alimentari e di vita
  • Consumare un giusto apporto di fibre
  • Aumentare il consumo di verdure cotte e diminuire quelle crude
  • Limitare il consumo di verdure nei soggetti più sensibili
  • Movimento giornaliero, almeno 15 minuti a passo svelto
  • Utilizzare spezie ad azione antifermentativa e antibatterica, come zenzero, anice, coriandolo e cumino
  • Assumere erbe che hanno affetto clamante, come aloe, finocchio, tarassaco, rafano, malva e camomilla
  • La frutta solo lontano dai pasti
  • Evitare i cibi FODMAPs
  • Assumere probiotici di buona qualità, con una buona quantità di FCU (unità formanti colonia) e di vari ceppi batterici almeno per un periodo di due mesi, ma solo dopo aver calmato l’intestino.
  • Aiutarsi con gli enzimi, sotto forma di integratori (gli enzimi sono per l’alimento ciò che “l’autobus” è per i passeggeri, un comodo e valido mezzo di trasporto fino a destinazione)
  • Fermarsi a respirare, anche quando si è sotto stress, impegnandosi a far arrivare l’ossigeno fin giù nella pancia e dedicare qualche minuto al giorno ad una leggera attività di raccoglimento che preveda qualche ciclo di respirazione profonda.
  • Nei casi più difficili, ricorrere a manipolazioni osteopatiche mirate

Ogni individuo ha la sua storia e le cause per cui può soffrire di gonfiore sono varie e combinabili tra loro, per cui l’approccio migliore è sempre parlarne con uno specialista che possa aiutare a risolvere il problema nelle modalità e nei tempi adatti. L’importante è non pensare che non ci sia nulla da fare in proposito, e che questa sia una condizione da cui non ci si possa liberare. In molti casi il gonfiore addominale non è nulla ci cui allarmarsi, ma può essere risolto apportando le giuste modifiche alla dieta e allo stile di vita.

Puoi approfondire guardando il video o ascoltando il podcast cliccando qui.

Maria Teresa Ficchì

Maria Teresa Ficchì

Naturopata, nutrizionista & Health Coach, fondatrice del metodo EnergyDetox. Amo prendermi cura degli altri e aiutarli a stare bene con i metodi naturali, portandoli alla versione migliore di se stessi.

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